Patologia Orale (e biopsie del cavo orale)2018-04-01T12:32:19+00:00

PATOLOGIA ORALE (e biopsie del cavo orale)

Cos’è la Patologia Orale?

Siamo specificatamente formati ed attrezzati per diagnosticare e trattare in maniera semplice ed efficace le malattie che colpiscono le mucose del cavo orale (malattie che rappresentano il core della Patologia Orale).
Le procedure e le tecnologie da noi utilizzate permettono di diagnosticare tutta una serie di problematiche che interessano i tessuti molli del cavo orale e che si manifestano con svariati segni e sintomi, spesso fastidiosi, come bruciore, arrossamento, vescicole o bolle, ulcere, placche, macchie, lesioni pigmentate, sensazione di bocca secca (xerostomia), ecc.
L’analisi precoce di questi segni e sintomi permette spesso la soluzione delle patologie più semplici e l’attenuazione del disagio nella maggior parte delle altre.
Tra le patologie di più comune riscontro, e da noi più frequentemente affrontate e trattate, ricordiamo le infezioni virali (Herpes Virus, Papilloma Virus) e fungine (Candida), le patologie a carattere auto-immunitario (Lichen Planus, Pemfigoide mucoso), le intolleranze locali ai materiali odontoiatrici (Lesioni lichenoidi), le neoformazioni benigne del cavo orale (cisti mucose, fibromi, papillomi, angiomi), e le lesioni precancerose (leucoplachie, eritroplachie). A tal riguardo si sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, attuabile solo con una visita specialistica mirata, di ogni lesione del cavo orale che non guarisca spontaneamente entro due settimane.

Il Lichen Planus Orale

Il Lichen Planus Orale (LPO) è una malattia infiammatoria cronica autoimmunitaria che colpisce le mucose orali. Meno frequentemente le lesioni si localizzanno anche a livello genitale e cutaneo.
La malattia è cronica con un andamento imprevedibile e ciclico, e nella maggior parte dei pazienti si riconosce, anamnesticamente, un fattore iniziale scatenante (con un importante ruolo del co-fattore “stress”).
L’eziologia, nelle sue tappe iniziale è per certi versi ancora indefinita, ma dal punto di vista patogenetico si suppone che a scatenare la reazione autoimmune nei confronti dei cheratinociti (ovvero le cellule dell’epitelio orale) siano diversi fattori: virali (epatite C), farmacologici, e non ultimi per importanza quelli fisico-chimici (non è irrilevante in questo senso la presenza di metalli in bocca, dalle amalgame alle leghe metalliche protesiche).
Il LPO è generalmente “simmetrico” e “diffuso” (altrimenti potrebbe trattarsi di una semplice reazione lichenoide), e si presenta sotto forma di strie bianche sulla mucosa delle guance, spesso confluenti a poligoni o a ragnatela, strie a livello delle gengive, e talora con placche bianche sulla lingua.
Col tempo il LPO può assumere aspetti erosivi, e diventare decisamente fastidioso (Lichen Ruber).
La diagnosi, per un Patologo Orale esperto è facile già clinicamente, ovvero alla semplice osservazione clinica, ma è consigliabile una conferma istopatologica su una piccola (solo 5mm di diametro!) biopsia mucosa, intervento che effettuiamo in meno di 5 minuti ed è assolutamente poco fastidioso.
La malattia è cronica ma l’andamento a poussèes prevede momenti di discreto benessere; nei casi in cui le lesioni siano sintomatiche, la terapia locale da noi proposta normalizza la situazione nella maggioranza dei casi.
I controlli devono avere scadenza semestrale per intercettare modifiche in senso erosivo-displastico delle lesioni più vecchie.
Ruolo dei metalli: in molti pazienti con LPO si osserva una esacerbazione delle lesioni in vicinanza dei restauri metallici (amalgame, corone e ponti in metallo-ceramica od in oro-resina), motivo per cui in queste bocche noi consigliamo la progressiva eliminazione dei metalli dalla bocca stessa.
Il meccanismo col quale il metallo agisce da noxa è molteplice, certamente esiste un fattore tossico-irritante legato al metallo stesso, così come è confermato un meccanismo di tipo elettrochimico, con formazione di correnti galvaniche tra i metalli differenti eventualmente presenti in bocca.
Una sorta di equilibrio presente nelle bocche sane sembrebbe rompersi, almeno localmente, nelle bocche di molti pazienti con LPO, nei quali le lesioni appaiono più rosse ed erosive proprio vicino ai metalli, e suggerendo, in questi pazienti, il graduale passaggio a riabilitazioni e restauri totalmente metal-free, così come l’eliminazione di ogni altro fattore irritante locale (denti del giudizio mal posizionati, radici taglienti, tartaro, ecc) o locale-sistemico (fumo di sigaretta).

Più sotto alcune immagini di lesioni da LPO in prossimità di riabilitazioni e restauri plurimetallici:

Lesioni da LPO in prossimità di amalgame dentarie

Lesioni da LPO in prossimità di amalgame dentarie

Lesioni da LPO in prossimità di ponti in metallo-ceramica

Lesioni da LPO in prossimità di ponti in metallo-ceramica (sopra) e ponti in oro-resina ed amalgame (sotto)

Biopsia ed Esame Istopatologico

La biopsia è una procedura chirurgica semplice, ma che, nel cavo orale, deve essere eseguita da operatori con adeguate conoscenze dell’anatomia chirurgica del cavo orale. Una biopsia serve per studiare una lesione, indipendentemente dalla possibilità che questa sia maligna o precancerosa: si eseguono biospie per studiare malattie autoimmunitatrie relativamente frequenti come il già descritto Lichen Planus, o come il Pemfigoide Mucosopersino , o semplici lesioni esofitiche quali fibromi, papillomi, ecc. La biopsia permette, attraverso l’esame istopatologico del pezzo prelevato, di acquisire fondamentali elementi diagnostici (cos’è questa lesione?) e prognostici (come può evolvere questa lesione?), altrimenti impossibili da assumere.

Se la lesione (per esempio un piccolo fibroma, o una piccola area leucoplasica) è di dimensioni ridotte, la biopsia sarà escissionale, ovvero si asporterà completamente la lesione, per cui la biopsia assumerà un valore sia diagnostico che terapeutico. In altri casi, ovvero lesioni estese, o comunque superiori ai 2 cm di diametro, o lesioni potenzialmente neoplastiche, si effettuerà invece una biopsia incisionale, riservandosi di trattare la lesione in maniera radicale in un secondo tempo, una volta ottenuto il referto istopatologico.

Presso Studio Roghi eseguiamo le biopsie dei tessuti molli del cavo orale sia con metodiche tradizionali (punch biopsy) che con laser a diodi. Con entrambe le procedure la biopsia è un intervento davvero mini-invasivo: si esegue una piccola anestesia locale (in alcuni casi, tipo l’escissione di piccole lesioni col laser a diodi,) l’anestesia non è neppure necessaria, poi si esegue il prelievo (che di norma dura pochi minuti), ed infine il paziente riprende tranquillamente la propria attività, essendo il disagio post-operatorio davvero ridotto.

Siamo in grado di ricevere la risposta da parte del nostro isto-patologo nell’arco di una settimana (anche pochi giorni nel caso di richieste spedite con carattere di urgenza).

Secondo questo recente studio (link attivo), solo 3 odontoiatri su 10 affrontano direttamente la gestione di una lesione bianca del cavo orale (quanto meno la biopsia, primo step), in tutti gli altri casi inviano questi pazienti al Patologo Orale o al Chirurgo Maxillo-Facciale. Il nostro parere è che ogni lesione dubbia a carico dei tessuti molli del cavo orale vada perferibilmente gestita, dall’A alla Z, da operatori sanitari specificatamente formati in questa disciplina.