Non voglio fare il grillo parlante, ma gli attuali dati epidemiologici, relativamente a prevalenza (totale dei casi accertati) ed incidenza (casi nuovi nell’unità di tempo considerata) dei casi di Covid-19 personalmente mi suggeriscono PRUDENZA, Non sono allarmista, mi baso su dati pubblicati anche oggi dalla Protezione Civile. Che alle 18 di ieri 26/2 riportava 400 casi totali in Italia, di cui 258 in Lombardia, con 128 ricoverati (36 in Terapia Intensiva). Soltanto 24 ore dopo (18:00 di oggi 27/2) i casi totali sono saliti a 650, di cui 403 in Lombardia. Di questi i “positivi” che hanno avuto necessità di ricovero sono 248 di cui 56 in Terapia Intensiva.

Considerazioni: 1) la “progressione” (incidenza) è evidente anche a chi non capisca una minkia di epidemiologia, 2) la % dei ricoverati sul totale dei positivi suggerisce che in metà dei casi chi si infetta debba ricorrere a cure ospedaliere, 3) la % dei pazienti in terapia intensiva è poco meno del 10% dei “positivi”. Non è poco, considerando che: a) Terapia intensiva significa, per intenderci: respiratore automatico, aspiratore, pompe di infusione, per capirci, siamo un gradino soltanto sotto la rianimazione, b) molte unità di Terapia Intensiva sono in Lombardia al completo, vedi Cremona oggi pomeriggio. Vuol dire che ti dirottano altrove finche anche lì ci saranno posti, quando non ce ne saranno più neanche altrove, saranno cazzi.

Questi i dati, poi ci si può affidare alla preghiera oppure alla prevenzione primaria, io mi fido più di quest’ultima e –non potendo non curare i miei pazienti, con tutte le pesanti e magari insufficienti precauzioni del caso, siamo una della categorie più colpite -, almeno al di fuori della mia professione cercherò quanto meno di evitare ogni contatto fisico strettamente non necessario.

Almeno finchè i dati epidemiologici indicheranno un inizio di fase discendente della malattia. Per cui non salirò in ascensore con altre persone, non frequenterò locali affollati, non stringerò le mani se non lavandomele entro 10”, comunicherò restando a due metri di distanza, e via di questo passo. Se tutti facessimo così diminuiremmo drasticamente la possibilità reciproca di scambio, e quindi la diffusione, del Covid-19, il che sarebbe un bene per la comunità, e velocizzerebbe il rientro alla vita normale. Aggiungo una considerazione provocatoria per i “nemici della mascherina”. Se tutti ci muovessimo con una mascherina efficace, in due (tre?) settimane non si parlerebbe più di Covid-19, dato che questo si comporterebbe come un virus con R0 infinitesimale.